Fratelli Toso: gli inizi

 

Dopo la caduta della Serenissima Repubblica nel 1797 Venezia e tutte le sue isole furono profondamente danneggiate dalla devastante occupazione di Napoleone.

Murano visse un periodo buio destinato a durare fino alla metà del 19° secolo: molte fabbriche del vetro chiusero e molti maestri vetrai emigrarono all'estero. In breve tempo le conoscenze tecnico-artistiche e la cultura legata alla lavorazione del vetro furono dimenticate.

Fu proprio in questo periodo critico che l'azienda Fratelli Toso mosse i suoi primi passi: nel 1854 i figli di Pietro Toso, Ferdinando, Carlo Nicolò, Liberato, Angelo, Giovanni e Gregorio avviarono l'attività nell'ex Scuola Grande di San Giovanni dei Battuti. In quel periodo la qualità della produzione di vetro era piuttosto bassa in tutta l'isola di Murano, la maggior parte dei pezzi in vetro venivano realizzati per uso domestico o farmaceutico: bottiglie per i frati carmelitani da utilizzarsi per il balsamo di limone e flaconi più piccoli per olii e tinture.

Ma i Fratelli Toso, grazie alla fondamentale collaborazione e all'aiuto offerto da Vincenzo Zanetti, lavorarono duramente per recuperare le tecniche e il know-how necessari per riprodurre i grandi capolavori in vetro dei secoli precedenti. Si esercitavano per lo più la sera, fuori dall'orario di lavoro; lentamente riuscirono ad incrementare enormemente la loro abilità. Nel 1864 i Fratelli Toso, in collaborazione con i migliori maestri di Murano, realizzarono un enorme lampadario per l'inaugurazione del Museo del Vetro di Murano per il quale ricevettero la loro prima medaglia d'oro; il lampadario si trova ancora al Museo.

Questa è la ragione per cui la Fratelli Toso è riconosciuta come una delle promotrici della rinascita del vetro artistico di Murano, parte attiva di un processo di rinnovamento artistico che in breve tempo coinvolse molte altre vetrerie.